Se uno possiede un pezzettino di terra, egli è tutt’uno con la sua terra, ne è parte integrante. Se la terra che possiede può girarsela tutta e toccarla e causargli preoccupazioni se il tempo si mette al brutto e farlo felice quando arriva la pioggia, pure egli è tutt’uno con la sua terra e insomma si sente un signore per il fatto che quella terra è sua. E anche se l’annata non è buona, si sente un signore lo stesso. E’ così.»  «Ma prendete ora,» proseguiva il mezzadro, «uno che abbia una proprietà che non vede neanche, o perché non riesce a trovare il tempo di andarla a vedere o perché non può andarci a risiedere, ecco che allora quell’uomo è schiavo della sua proprietà. Non può fare né pensare quello che vorrebbe.  La proprietà è il vero padrone, è più forte dell’uomo. E lui si sente un poveraccio, non un signore.  Solo i suoi possedimenti sono importanti mentre lui ne è solo lo schiavo. Non è vero anche questo?

John Steinbeck, Furore

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Le stagioni

Le stagioni dell’anno governano il mondo agricolo. Ne determinano le produzioni e la loro qualità. Così è anche per l’uva e quindi per il vino. Il differente evolvere delle stagioni nel corso di ogni anno regala alle uve caratteristiche irripetibili. Alla massima espressione di queste caratteristiche è rivolto il lavoro della nostra azienda, che vuole offrire vini ricchi di quelle sfumature che solo il rispetto delle diverse evoluzioni delle stagioni è in grado di regalare.